Questo Blog nasce per dare una VERA GIUSTIZIA a tutte le vittime dei camici bianchi... al MIO AMATISSIMO GERARDO (clicca qui) ed a tutti i Nostri ANGELI...
Forse visti gli andazzi della "giustizia" italiana.. non potremmo mai dire GIUSTIZIA E' FATTA, e pertanto affinché non vi siano più altri Agnelli mandati al Macello.. memorizzate i nomi e riguardatevi il vostro unico Bene Prezioso = la VITA!!
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martedì 14 giugno 2011

INDAGATO STEFANO MOSER, POLICLINICO CASILINO, ROMA

Policlinico Casilino, dopo intervento entra in coma e muore: chirurgo indagato

Il Policlinico Casilino
di Cristiana Mangani

ROMA - È morto dopo un mese di coma e un intervento chirurgico alla tiroide, Giancarlo Palmieri, 63 anni, un signore che ha avuto la sfortuna di imbattersi in un medico che sembra non aver capito bene quale fosse il suo reale malessere. Ora quel chirurgo, che si trovava di guardia al policlinico Casilino la sera dell’8 maggio scorso, è finito sotto inchiesta per omicidio colposo. Ad accertare, però, come si sono svolti realmente i fatti sarà il medico legale incaricato dal pubblico ministero Gustavo De Marinis di effettuare l’autopsia.

Palmieri era uscito dalla sala operatoria dopo un intervento di tiroidectomia retrosternale, in buone condizioni. L’operazione sembrava ben riuscita. Con il passare delle ore, però, il suo stato di salute peggiorava, e non sarebbero valse a niente le richieste di aiuto del figlio finché, a distanza di un mese e dopo un nuovo intervento, l’uomo è entrato in coma ed è morto. La famiglia ha deciso di presentare una denuncia alla magistratura e si avvalsa dell’assistenza dell’avvocato Maurizio Cecconi.

Secondo il loro racconto, il paziente ha cominciato a sentirsi male poco dopo l’operazione. Hanno chiamato, allora, gli infermieri, e questi il medico di guardia, al quale hanno chiesto come intervenire. Quella notte, di turno, c’era il chirurgo Stefano Moser che ha disposto la somministrazione per via venosa di Bentelan (un farmaco che viene usato quando si manifesta un’allergia) senza recarsi, a detta del figlio della vittima, a visitare il paziente, e quindi senza «esaminare obiettivamente entità e natura dei disturbi rappresentati».

Le condizioni di Palmieri sono progressivamente peggiorate: in particolare si è verificato l’irrigidimento del collo. Sollecitato nuovamente dal personale e dai familiari, Moser «visibilmente infastidito» - è scritto nell’esposto - lo ha visitato e, alla domanda del figlio se la situazione fosse preoccupante, avrebbe risposto: «No, lasciate stare il malato, perché è tutto a posto». Nel corso della notte, però, l’uomo ha avuto molte difficoltà a respirare, e così è stato chiamato nuovamente il medico, ma la risposta sarebbe stata sempre la stessa: «È tutto normale».

Intorno alle tre del mattino, Palmieri aveva evidentissimi i segni di soffocamento, la testa e il collo gonfi. Solo allora è stato sottoposto a una Tac, e a un nuovo intervento chirurgico, nel corso del quale gli è stato asportato dalla tiroide un grosso coagulo da emorragia. È morto dopo un mese di coma. Il pm ha disposto il sequestro della cartella clinica e ha iscritto il medico sul registro degli indagati. Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Commissione d’inchiesta sul Ssn di Palazzo Madama, il senatore del Pd, Ignazio Marino, che ha chiesto ai carabinieri del Nas della commissione, di avviare un’istruttoria «per accertare se era stato seguito il protocollo appropriato».


FONTE

martedì 10 agosto 2010

RINVIATI A GIUDIZIO Russo Michele,Platania Andrea,Schiano Maddalena,Verardi Antonella e Casalli Nadia S.Filippo Neri, TUTTO PRESCRITTO!!!



Prescrizione per 5 medici del S. Filippo

È
caduto in prescrizione il procedimento penale che ha avuto come protagonisti 5 medici del San Filippo Neri, rinviati a giudizio per aver sbagliato la diagnosi a un malato di tumore. La vicenda dell’uomo di 37 anni - informa una nota dell’Italia dei Valori - inizia nel gennaio 2000. «L’uomo - è detto nel comunicato - viene ricoverato più volte al San Filippo Neri, ma continua a dimagrire, vomita, tossisce e ha la gola gonfia. I medici lo rassicurano: è mal di gola. Nel settembre 2001, in seguito a uno svenimento, l’uomo viene soccorso da un medico del Cristo Re poi gli viene riscontrato un linfoma». «Il paziente denuncia 2 primari e 3 medici del San Filippo Neri - si legge ancora nella nota - ma dopo un processo durato 7 anni e 5 rinvii a giudizio, il reato di negligenza, imprudenza e imperizia è prescritto. L’ex guardia giurata è attualmente invalido al cento per cento e ha perso il lavoro». Roberto Soldà, segretario romano dell’Idv, commenta: «È un ennesimo grave episodio di malasanità. L’aspetto problematico è la lungaggine dei tempi della giustizia».
FONTE


Roberto Melilli malasanita' danno e beffa malasanita' e malagiustizia Cinque medici del San Filippo Neri sbagliano diagnosi,vengono rinviati a giudizio Russo Michele, Platania Andrea,Schiano Maddalena,Verardi Antonella e Casalli Nadia ma dopo 7 anni rimangono impuniti grazie alla prescrizione.
FONTE


lunedì 12 luglio 2010

Tullio Simoncini di Roma, condannatoper Omicidio "colposo" e radiato ..continua in rete


Si chiama Tullio Simoncini, è un medico chirurgo romano esperto in oncologia e diabetologia, è anche dottore in filosofia (sebbene sia stato radiato). Questo egregio dottore afferma di aver trovato la cura contro la malattia più temuta e diffusa del secolo: il Cancro! Il tutto supportato da centinaia di pazienti che testimoniano una completa guarigione dopo essersi sottoposti alla cura di Simoncini. Ma in cosa consisterebbe questa cura ?

Il tutto parte da una precisa convinzione: secondo l’ex medico Tullio Simoncini il Cancro è causato da un fungo,la “Candida Albicans” e perciò i tumori devono essere tratti di conseguenza, cioè la cura consiste nella somministrazione di bicarbonato di sodio e tintura di iodio. Più precisamente il tumore sarebbe provocato dall’ infezione di un fungo del genere Candida, appunto la Candida Albicans, responsabile di infenzione già conosciute come Mughetto e Candidosi, perciò viene ritenuto opportuno l’utilizzo di un antimicotico naturale, appunto il bicarbonato di sodio, da somministrare via endovena. La somministrazione via endovena può avvenire in due metodi a seconda dei casi: tramite flebo oppure mediante iniezioni locali, dopo aver trovato l’arteria che porta il sangue alla massa tumorale.

La cura di Tullio Simoncini è ritenuta inconcludente e addirittura pericolosa da tutta la comunità scientifica, secondo i medici l’infezione dal fungo Candida è diffusissimo in tutti i soggetti che hanno una debole risposta immunologica, come i malati di AIDS, diabete… Perciò la presenza di infezioni da questo fungo nei malati cronici (come i malati di tumore) è una “conseguenza” alla malattia e non la “causa”.

L’ex dottore Tullio Simoncini è stato condannato in primo grado di omicidio colposo, dopo aver provocato la morte di un suo paziente durante una sua cura, il paziente è morto per una lacerazione all’intestino dopo la somministrazione di bicarbonato. La condanna è stata però bloccata grazie all’indulto del Parlamento, mentre è stato condannato per truffa per tutti gli altri casi, in quanto non si è riusciti a ricollegare la morte dei pazienti con la cura di Simoncini
http://complottiemisteri.noiblogger.com/tullio-simoncini-e-la-cura-contro-il-cancro/
http://www.mimandaraitre.rai.it/MMR_...067083,00.html

Jimmy Ghione e il medico radiato
http://www.youtube.com/watch?v=L7fuYLQ7gVgl


Controlla se il medico che ti cura è¨ veramente ciò che afferma di essere:
http://fnomceo.it/Servizi/script/ricmed.asp


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Grazie a chi mi ha inviato questo aggiornamento, lo scopo di questo Blog è solo di dare al paziente il Diritto di Scelta ed il Diritto di Essere Informato

LOTTA AL TUMORE

"Una molecola disorienta il cancro"
E sulle terapie si punta sugli antiacidi

È in grado - sono le conclusioni di uno studio pubblicato su Nature - di far ignorare ai geni del tumore il loro "manuale di istruzioni interne". Arginando così la diffusione della malattia. Ma sul fronte della ricerca non è tutto. In Italia sono partiti i primi due trial clinici per sostituire i chemioterapici con i farmaci per l'acidità di stomaco

ROMA - La ricerca guarda al tumore e continua a cercare possibili alterazioni genetiche in grado di originare il cancro. E a pensare a farmaci che, individuando queste modificazioni, interrompano la malattia. L'ultima novità in questo campo arriva da Nature: un gruppo di studiosi americani ha creato in laboratorio una molecola che, riuscendo a far ignorare ai geni del cancro il loro 'manuale di istruzioni interne', blocca la proliferazione delle cellule cancerose. Ma non è tutto, sul fronte della ricerca farmacologica dall'Istituto superiore di sanità arriva una notizia: i farmaci antiacidità, gli inibitori della pompa protonica e persino il bicarbonato, potrebbero sostituire la chemioterapia.

La molecola "americana".
E' la prima molecola che riesce a far ignorare ai geni del cancro il loro "manuale di istruzioni interne". Così sopprime il processo del tumore alle sue radici. Per adesso è stata creata in laboratorio ma, dai primi esperimenti, sembra funzionare. Il risultato pubblicato su Nature si deve a un gruppo di ricercatori americani del Dana-Farber Cancer Institute. "Essere abili a controllare l'attività dei geni del cancro - dice James Bradner, del Dana-Farber Cancer Institute - può avere un impatto elevatissimo per la lotta contro questa malattia. Se si riesce a spegnere i geni responsabili della crescita delle cellule cancerose queste cellule muoiono".

La ricerca è stata condotta su un tumore raro ma molto devastante che colpisce giovani e bambini chiamato carcinoma della linea mediana che può svilupparsi nel torace, collo, testa o lungo la colonna vertebrale.
Grazie a test eseguiti su topi è stato dimostrato che la molecola sintetizzata in laboratorio può controllare l'attività dei geni del cancro lavorando sull'apparato multistrato delle cellule, dove vi sono proteine che, leggendo il manuale di istruzioni dei geni, li attivano o li spengono. In altre parole, la molecola creata in laboratorio si è rivelata capace di bloccare l'attività dei geni "cattivi" agendo sull'apparato multistrato delle cellule. Qui, infatti, "abitano" delle proteine che, leggendo il manuale di istruzioni interne dei geni, possono attivare o spegnere i tumori.

Gli antiacidi al posto dei chemioterapici
? L'altra ricerca riguarda i farmaci antiacidità. Gli inibitori della pompa protonica generalmente adoperati per le ulcere gastriche potrebbero sostituire la chemioterapia. E' un nuovo filone a cui si stanno dedicando diversi scienziati, perché questi prodotti potrebbero essere efficaci, senza effetti collaterali e con costi molti più bassi. A fare il punto della situazione sono stati gli scienziati dell'Istituto superiore di sanità (Iss), in occasione del primo simposio dell'International society for proton dynamics in cancer (Ispdc).

Questa nuova terapia si basa su un approccio diverso da quello adoperato finora, perché parte dall'assunto che i tumori sono acidi. "L'acidità è un meccanismo che il cancro usa per isolarsi da tutto il resto, farmaci compresi - spiega Stefano Fais, presidente Ispdc e membro del dipartimento del farmaco dell'Iss -. Ma le cellule tumorali, per difendersi a loro volta da questo ambiente acido, fanno iperfunzionare le pompe protoniche che pompano protoni H+. Se si bloccano queste pompe, la cellula tumorale rimane disarmata di fronte all'acidità, e finisce per morire autodigerendosi".

Usando quindi degli antiacidi, anche generici, come gli inibitori della pompa protonica, generalmente adoperati per le ulcere gastriche si potrebbe curare il cancro. "A differenza dei chemioterapici - continua Fais - questi farmaci non hanno effetti collaterali e hanno dei costi molto più bassi. Basti pensare che quelli usati con la target therapy, che provocano tossicità e resistenza nel paziente, costano 50-60mila euro l'anno a malato. Con questa terapia invece il costo annuale sarebbe di circa 600 euro con il generico, e di 1200 con quelli di marca. Ma le industrie farmaceutiche al momento non sono molto interessate a questo tipo di approccio". Nonostante ciò, l'Iss è riuscito a far partire i primi due trial clinici del genere in Italia: uno a metà tra l'Istituto dei tumori di Milano e l'università di Siena per il melanoma su circa 30 pazienti, e l'altro all'università di Bologna per l'osteosarcoma su 80 pazienti.

"I risultati sono molto incoraggianti - prosegue Fais - perché questi farmaci, associati ai chemioterapici, hanno migliorato la risposta del paziente alla terapia, anche nei casi in cui non funzionava più, o di metastasi o recidive. Ma i dati devono essere confermati su un numero più ampio di pazienti e serve il supporto delle case farmaceutiche". Lo stesso di approccio è stato utilizzato anche presso la Fudan University di Shangai per il cancro al seno, mentre al Cancer Center di Tampa in Florida si sta sperimentando l'impiego del bicarbonato assunto per bocca. A Tokyo invece l'università di Edobashi sta studiando sui sarcomi una vecchia molecola, l'arancio di acridina, che si concentra negli organuli acidi della cellula e dopo uno stimolo luminoso ai raggi X si trasforma in un composto altamente tossico per le cellule tumorali. "Ma la vera svolta - conclude Fais - sarà se avremo l'approvazione per uno studio clinico in cui useremo solo con gli inibitori della pompa protonica, senza chemioterapici. Così dimostreremo la loro efficacia e la possibilità di usarli come alternativa alla chemioterapia".
(27 settembre 2010)

FONTE