Questo Blog nasce per dare una VERA GIUSTIZIA a tutte le vittime dei camici bianchi... al MIO AMATISSIMO GERARDO (clicca qui) ed a tutti i Nostri ANGELI...
Forse visti gli andazzi della "giustizia" italiana.. non potremmo mai dire GIUSTIZIA E' FATTA, e pertanto affinché non vi siano più altri Agnelli mandati al Macello.. memorizzate i nomi e riguardatevi il vostro unico Bene Prezioso = la VITA!!
a noi resta la Coscienza in Pace di aver avvisato

venerdì 10 agosto 2012

ARRESTATI :Giuseppe Dore, Marinella D’Onofrio, Massimo Lai e Gianfranco Dettori

venerdì, 03 agosto 2012

Maltrattamenti ai disabili: quattro medici in arresto, ai domiciliari il consigliere regionale Antonello Peru

Un consigliere regionale del Pdl, Antonello Peru, e quattro medici sono tra le 15 persone arrestate dai Carabinieri all'alba nel sassarese e nella penisola. Pesanti le ipotesi di reato, dall'associazione a delinquere finalizzata alla truffa a maltrattamenti di disabili mentali, sequestro di persona e lesioni personali.

SASSARI - Questa mattina, alle prime luci dell’alba, i carabinieri del Comando Provinciale di Sassari hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 15 persone ed a 5 decreti di perquisizione a carico di altri indagati, tutti ritenuti responsabili dei reati, a vario titolo contestati, di associazione a delinquere finalizzata alla truffa ed ai maltrattamenti in danno di disabili mentali, sequestro di persona, lesioni personali.

Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Sassari, Carla Altieri, su richiesta della Procura della Repubblica (P.M. Michele Incani). Le indagini, avviate nello scorso aprile dopo aver appreso che ad Ittiri alcuni malati affetti da patologie neurodegenerative venivano picchiati, sono state condotte dal Nucleo Investigativo Provinciale e dal Nucleo Operativo della Compagnia di Alghero, con la collaborazione della Stazione di Ittiri. I fatti accertati partono dall’aprile 2011.

Tra gli arrestati figurano 4 medici neurologhi (Giuseppe Dore, Marinella D’Onofrio, Massimo Lai e Gianfranco Dettori) ed il consigliere regionale Antonello Peru.

Gli indagati sono accusati di aver costituito un’organizzazione - la AION-ONLUS (Associazione Italiana Operativa Neuropsichiatrica) - a scopo di lucro, traendo profitti dalle pseudo visite specialistiche e prestazioni professionali, dalle donazioni dei familiari dei pazienti, dalle vendite delle pubblicazioni della società editrice “Saturno” dagli stessi condotta, nonché dai contributi della Regione Sardegna per progetti di collaborazione con l’ASL (non ancora percepiti) e dalla concessione in comodato gratuito di un’ala dell’ospedale “Alivesi” di Ittiri.

In realtà, sotto la copertura formale dell’associazione, Dore e la D’Onofrio avrebbero concepito un “protocollo terapeutico”, la psiconeuroanalisi, divulgato a livello nazionale dai loro colleghi, che, sostenuto come efficace terapia contro il morbo di Alzheimer e in genere contro tutte le forme di demenza, si sarebbe concretizzato in gravissime violenze fisiche e psicologiche nei confronti dei pazienti (documentate dai carabinieri con audio e video intercettazioni). Allo scopo erano stati creati due siti web (www.psiconeuroanalisi.it e www.lafinedellademenzadialzheimer.blogspot.com ove gli stessi ideatori sotto pseudonimi inserivano post riguardanti falsi casi di guarigione), ed era stato pubblicato a cura dello stesso Dore il libro dal titolo “Psiconeuroanalisi dell’istero-demenza”, che i familiari dei pazienti erano costretti a comprare (35 euro).

Da parte sua Peru si sarebbe adoperato per far stipulare una convenzione tra l’Asl di Sassari e l’Aion (di cui alla delibera 912 del 7.12.2011) per la concessione di alcuni vani dell’ospedale “Alivesi” di Ittiri, con impegno per futuri progetti di collaborazione, e per la stesura da parte della stessa ASL di un bando per la ricerca scientifica, con particolari requisiti (dagli stessi indagati definito “blindato”), in modo che potesse risultare vincitrice unicamente l’Aion. Sempre Peru avrebbe ottenuto in due giorni la registrazione dell’Aion nell’albo delle associazioni di volontariato, a fronte dei 5/6 mesi necessari per le verifiche.

Alla base del pensiero di Dore, vi sarebbe la convinzione che, nel cervello del malato di mente, l’emisfero affettivo ha preso il sopravvento su quello logico. L’innovativa cura doveva servire a capovolgere questa situazione.

La “nuova terapia”, priva di validazione scientifica, sarebbe stata impartita da Dore ed applicata dai suoi più stretti collaboratori (nessuno dei quali abilitato alle pratiche mediche), nonché dai familiari consenzienti dei pazienti, convinti della sua validità ed efficacia. Le metodiche secondo le ricostruzioni sarebbero consistite, previa sospensione di ogni trattamento farmacologico, nella sottoposizione dei malati a percosse e torture (strizzamento dei capezzoli dell’uomo, privazione del pasto, perdita del sonno per l’intera notte, stare seduti sul water per lunghissimo tempo, legatura di mani e piedi, pressioni su testicoli e inguine, spruzzo di acqua gelida sul volto), che erano tanto più violente, come vere e proprie condotte punitive, quanto più i poveretti non riuscivano a svolgere esercizi di memoria o di movimento delle dita delle mani. Altra “pratica” era l’ascolto forzoso in cuffia per diverse ore al giorno, delle lezioni registrate di Dore, nell’assunto che la sua voce avesse “proprietà terapeutiche”. Previsto, infine, che i familiari e gli assistenti trattassero i pazienti con assoluta freddezza, creando negli stessi un grave senso di angoscia poiché proprio chi è a loro più vicino costituisce l’unico punto di riferimento.

Tra novembre 2011 e gennaio 2012, a causa delle percosse due pazienti sono stati condotti al pronto soccorso di Sassari, per le gravi lesioni riportate, denunciate dai familiari come accidentali (in entrambi i casi la D’onorfrio si era precipitata in ospedale per verificare che tutto procedesse regolarmente). Allo stato delle indagini, sono stati censiti circa 30 pazienti sottoposti alla “psiconeuroanalisi”.

Da evidenziare, infine, che lo scorso 4 giugno erano stati arrestati in flagranza di reato, per sequestro di persona, lesioni personali gravi e maltrattamenti, Cosimo Sarra, presente nell’odierna ordinanza, e la romena Maria Trusca, 53 anni, i quali, nell’assistere una paziente, l’avevano costretta a gravi vessazioni fisiche e psicologiche.


FONTE

sabato 14 aprile 2012

Condannati Antonio LEGGIO e Vincenzo CATUCCI, policlinico di Bari


Dr.Vincenzo CATUCCI

Medico Chirurgia Pediatrica
Ospedale Giovanni XXIII Bari























Prof. Antonio LEGGIO
Direttore Chirurgia Pediatrica
Ospedale Giovanni XXIII Bari














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MALASANITA' E GIUSTIZIA LUMACA

Policlinico condannato ma non paga
Niente cure per un 15enne cieco

Ragazzo diventa non vedente dopo il parto
i genitori ancora in attesa del risarcimento

I genitori: Silvana Scagliola e Domenico Bellino

I genitori: Silvana Scagliola e Domenico Bellino

BARI - La storia di Raffaello inizia 15 anni fa. Quando due settimane dopo la sua nascita fu colpito da un arresto cardiocircolatorio. Accadde al Policlinico mentre i medici lo stavano preparando per una urografia (poi mai avvenuta) per controllare il funzionamento dei reni: il suo cuoricino smise di battere all’improvviso. «Mentre il personale medico presente nella stessa stanza - accusa la madre - non si accorse di nulla. Ero costretta a stare fuori, ma non sentivo il mio bambino piangere e in preda al panico entrai nel laboratorio e vidi Raffaelo cianotico, muoveva appena le manine. Urlai con tutto il fiato che avevo in gola e solo allora i medici si avvicinarono a mio figlio per soccorrerlo». Seguirono le fasi concitate della rianimazione e passarono lunghi minuti. Minuti fatali che cambiarono per sempre la vita del piccolo: riportò un grave deficit psicomotorio e una cecità completa. Ora vive su una sedia a rotelle e i suoi genitori, Silvana Scagliola e Domenico Bellino, lo assistono 24 ore su 24. Ma Raffaello ha bisogno di sottoporsi a delicati interventi chirurgici ortopedici e a lunghi percorsi riabilitativi affinché la sua situazione non peggiori. Perché dalla sedia a rotelle non potrà alzarsi mai più. Le cure sono costosissime e non convenzionate dall’Asl e il ragazzino avrebbe potuto già iniziarle se fossero arrivati i soldi del risarcimento danni da tempo stabilito e quantificato dai giudici.

Perché dopo 12 anni di calvario la terza sezione civile del Tribunale di Bari il 27 giugno dello scorso anno ha emesso la sentenza di primo grado condannando il Policlinico e i due medici tirati in ballo nel corso del procedimento civile, il professor Antonio Leggio e il dottor Vincenzo Catucci, a pagare il danno subito dal ragazzo: un milione e 400mila euro e 94mila euro per ciascun genitore. Il denaro ad oggi, dieci mesi dopo, non è ancora stato corrisposto. La sentenza di condanna in sede civile (subito esecutiva) dell’azienda ospedaliera e dei due professionisti, non entrando nel merito di eventuali negligenze, ruota intorno al mancato consenso dei genitori ad effettuare quella tipologia di esami clinici ai quali il piccolo fu in parte sottoposto. «Ulteriore e non marginale profilo di responsabilità dei convenuti - scrivono i giudici - deve ravvisarsi nella acclarata violazione dell’obbligo di informazione dei genitori dei piccolo paziente. L’obbligo di informare esaurientemente il paziente circa la natura e le possibili conseguenze di un trattamento terapeutico, viene ascritto alla generale categoria dell’obbligazione, sanzionandone dunque la violazione».

E sulla questione sollevata dai genitori sul perché nessuno si sia accorto che il piccolo era in preda ad un attacco cardiaco i giudici aggiungono:«Appare legittimo chiedersi come mai solo la mamma del bambino si accorgeva, entrando, che lo stesso stava male se nella stanza l’infermiera aveva dichiarato che era presente anche il dottor Catucci. E se, come sostenuto dai sanitari, negli attimi successivi all’incannulamento il neonato andava subito incontro ad un arresto respiratorio come mai il piccolo Raffaello aveva tutto il tempo di divenire cianotico, con cute marezzata e livida se i soccorsi erano stati immediati. Appare dunque plausibile ritenere che il piccolo fosse stato lasciato solo immediatamente dopo l’operazione di incannulamento e che durante la somministrazione della flebo si sia verificata la crisi respiratoria nella totale assenza di assistenza medica e sorveglianza».

Dopo la sentenza i medici e l’azienda ospedaliera hanno presentato appello e una richiesta di inibitoria. Vale a dire un’istanza di sospensione della esecutività della sentenza: istanza che è stata respinta dai giudici della seconda sezione civile della corte di Appello. Ma, nonostante una sentenza di condanna e il rigetto dell’inibitoria, i genitori di Raffaello non hanno ancora ricevuto il risarcimento. Ma c’è di più. «Attualmente è in corso il processo di appello - spiega l’avvocato Domenico Maggiore che assiste i genitori di Raffaello - e la prossima udienza è stata fissata al 28 ottobre 2016». In aula dunque si tornerà tra 4 anni. «La salute del ragazzo peggiora di giorno in giorno - spiega l’avvocato - e le cure e i percorsi riabilitativi sono più che mai necessari, ma il risarcimento non è stato ancora corrisposto». E Raffaello aspetta.

Angela Balenzano
13 aprile 2012

Fonte

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Malasanità, cieco e su sedia a rotelle per errore medico: Policlinico non paga il risarcimento

(13 aprile 2012) BARI – Un calvario lungo 15 anni. Una sentenza emessa lo scorso 27 giugno che prevede un risarcimento dal Policlinico barese pari a un milione e 494mila euro per ciascun genitore. Somma non ancora corrisposta. È questa la storia anzi la vita di Raffaello affetto da cecità permanente e costretto su una sedia a rotelle, in seguito a un arresto cardiocircolatorio a sole due settimane dalla sua nascita, per il quale, i medici, secondo l’accusa, non sarebbero prontamente intervenuti.

Il piccolo Raffaello, a soli 15 giorni di vita, doveva fare un’urografia. Mentre i medici lo preparavano, improvvisamente si verificò l’arresto cardiocircolatorio. La mamma, Silvana Scagliola, accusa i medici di non essersene accorti e di essere intervenuti solo quando lei entrò in stanza vedendo il piccolo divenire cianotico. Soccorsi non sufficienti o forse non tempestivi. Da allora Raffaello è cieco, è sulla sedia a rotelle ed è continuamente assistito dai suoi genitori. Necessita di cure non convenzionate dall’Asl e ovviamente costose, ma anche di sottoporsi a interventi chirurgici ortopedici e percorsi riabilitativi per consentirgli una vita “migliore”.

Servono soldi per garantire questo futuro a Raffaello. Denaro che i genitori potrebbero avere e utilizzare se venisse dato loro il risarcimento danni stabilito durante la sentenza di primo grado emessa lo scorso giugno.

Un milione e 494mila euro per la madre e la stessa somma per il padre, questo il risarcimento quantificato dai giudici. Una somma mai giunta ai genitori del 15enne. Dopo la sentenza i medici e l’azienda ospedaliera hanno presentato appello e una richiesta di inibitoria, ossia un’istanza di sospensione della esecutività della sentenza. Istanza che, poi, è stata respinta dai giudici della seconda sezione civile della corte di Appello. Ma dei soldi ancora nessuna traccia.

C’è un altro “piccolo” particolare da considerare. La prossima udienza del processo di appello è fissata al 28 ottobre 2016. Fra “soli” quattro anni si discuterà nuovamente di questo caso. Nel frattempo le condizioni di salute di Raffaello peggiorano e del risarcimento che gli spetta nemmeno l’ombra.

Elena Defilippis

FONTE

sabato 8 ottobre 2011

Rinviato a Giudizio TRICARICO DOMENICO San Giovanni XXIII BARI

Bari: bimbo mori' per meningite non diagnosticata, medico rinviato a giudizio


Bari, 6 ott. - (Adnkronos) - Il gup del Tribunale di Bari, Michele Parisi, ha rinviato a giudizio il medico del pronto soccorso dell'ospedale pediatrico Giovanni XXIII, Domenico Tricarico, 50 anni, accusato per l'omicidio colposo di un piccolo paziente di appena 17 mesi. I fatti risalgono al 24 marzo del 2010 quando i genitori del piccolo Marco Gabriele si recarono all'ospedaletto di Bari perche' il loro bimbo aveva febbre alta, oltre i 39 gradi, e persistente. Al pronto soccorso il bimbo venne visitato dal medico di turno, Tricarico, che gli diagnostico' una semplice influenza e lo mando' a casa.

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Non diagnosticò una meningite
pediatra a giudizio a Bari


Domenico Tricarico, in servizio al pronto soccorso del Giovanni XXIII, è accusato di omicidio colposo. Il piccolo di 17 mesi fu visitato e rimandato a casa

Il gup del Tribunale di Bari Michele Parisi ha rinviato a giudizio per omicidio colposo il medico Domenico Tricarico, di 50 anni, per la morte per meningite del piccolo Marco Gabriele Catalano, di 17 mesi. Il processo comincerà il 12 gennaio 2012 dinanzi al tribunale di Bari. I genitori del piccolo si sono costituiti parte civile.

Secondo le indagini del pm Emanuele De Maria, il medico, in servizio al pronto soccorso dell'ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, aveva visitato il piccolo, con febbre oltre i 39 gradi e con eruzioni cutanee su viso e addome, diagnosticandogli un'influenza stagionale e rimandandolo a casa. Ma il bambino, dopo poco più di 24 ore, morì per meningite fulminante.
I fatti risalgono al 24 marzo 2010. Secondo l'accusa, il medico avrebbe omesso "di eseguire anamnesi ed esame obiettivo approfonditi, incorrendo in errore diagnostico

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Non diagnosticò una meningite
Pediatra barese alla sbarra

L'errore causò la morte di un neonato di soli 17 mesi
Il pm:«Ometteva di praticare in tempo adeguate terapie»

BARI - Il gup del Tribunale di Bari, Michele Parisi, ha rinviato a giudizio il medico pediatra del pronto soccorso dell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII, Domenico Tricarico, 50 anni, accusato dell’omicidio colposo di un piccolo paziente di 17 mesi.

LA VICENDA - I fatti risalgono al 24 marzo del 2010 quando i genitori del piccolo Marco Gabriele si recano all’ospedaletto perché il loro bimbo ha febbre alta, oltre i 39 gradi, e persistente. Al pronto soccorso il bimbo viene visitato dal medico di turno, Tricarico, che gli diagnostica una semplice influenza e lo manda a casa. Il 25 marzo alle 18 il piccolo muore ad Acquaviva delle Fonti. I medici legali diranno poi che si trattava di meningite non diagnosticata e non di comune febbre influenzale. Il medico del pronto soccorso è accusato di aver omesso «di eseguire anamnesi ed esame obiettivo approfonditi, incorrendo in errore diagnostico». Ometteva, inoltre, «di disporne il ricovero e di eseguire o disporre controlli ed accertamenti di laboratorio e strumentali che avrebbero consentito di addivenire ad una corretta diagnosi e di praticare tempestivamente adeguate terapie».

FONTE

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Bimbo morto di meningite: rinviato a giudizio il medico
Bimbo morto di meningite: rinviato a giudizio il medico
Bimbo morto di meningite: rinviato a giudizio il medico
Bimbo morto di meningite: rinviato a giudizio il medico
Bimbo morto di meningite: rinviato a giudizio il medico
Bimbo morto di meningite: rinviato a giudizio il medico
Non diagnosticò meningite a un bimbo,

medico rinviato a giudizio

Marco Gabriele Catalano, di 17 mesi, ma non eseguì esami più approfonditi, scambiando i

sintomi della menigite per un'influenza stagionale

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E' stato rinviato a giudizio per la morte del piccoli Marco Gabriele Catalano, il bimbo di 17 mesi morto di meningite il 24 marzo 2010, il medico Domenico Tricarico, 50 anni.

Quel giorno Tricarico era in servizio presso il pronto soccorso dell'ospedale pediatrico Giovanni XXIII, e visitò il piccolo Marco, che aveva la febbre oltre i 39 gradi e presentava eruzioni cutanee su viso e all'addome. Il medico lo rimandò acasadiagnosticandoli una banale influenza stagionale, senza compiere quegli accertamenti specifici che gli avrebbero permesso di distinguere i sintomi della meningite.

Il processo comincerà il 12 gennaio 2012 dinanzi al tribunale di Bari. I genitori del piccolo si sono costituiti parte civile

FONTE



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venerdì 17 giugno 2011

Pedofilo Domenico Mattiello: COMUNICATO STAMPA : Via il medico pedofilo!! Licenziatelo e RADIATELO SUBITO!





COMUNICATO STAMPA

Via il medico pedofilo!!
Licenziatelo e RADIATELO SUBITO!!

questo è quanto chiede a gran voce L'Associazione "I Nostri Angeli"

L'innocenza non si tocca!

Il “dott.” Mattiello Domenico si è macchiato di un onta vergognosa, infangando tutti i "sani" operatori che ogni giorno, con scienza e coscienza assistono i pazienti, non si vuol creare allarmismi, ma negli ultimi anni , sotto quei camici “sporchi” sono nascosti veri e propri crimini, violando criminosamente i fondamentali diritti umani

Oggi più che mai serve un segnale forte . Le istituzioni non possono e non devono essere assenti!!

Non possono e non devono celarsi dietro un cavillo :attendere la fine del procedimento penale, la violenza sui bambini non lascia trapelare alcun dubbio, ci sono le registrazioni e gli agenti hanno trovato dei filmati dove quest'essere filmava gli abusi sui bimbi!!

Se i rappresentanti istituzionali non si attivassero per coscienza e/o morale hanno l'obbligo di intervenire in tal modo perché previsto dalla LEGGE.

Devono applicare il CCNL con relativo codice disciplinare, costui MAI più dovrà essere in contatto con i nostri bambini.

Tutto ciò è molto triste, offende il giuramento di Ippocrate.

Quel giuramento è nato audace, quasi eroico ed è stato conservato e confermato nel tempo.

Il medico ha al centro della sua missione esclusivamente il paziente e il suo bene.

I pavidi non giurino. Non ci ingannino. Almeno saremmo più protetti sapendo che sono sconsacrati. Potremmo guardare a loro come meritano, come effettivamente sono!!

Il nostro appello è rivolto anche a tutte le associazioni/sindacati e operatori sanitari affinché prendano le dovute distanze contro chi infanga la categoria.

Puliamo la sanità, ridiamo decoro a quel giuramento.


Associazione " I Nostri Angeli"




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Richiesta urgente per attuare il LICENZIAMENTO DISCIPLINARE del dott. Mattiello Domenico

RACCOMANDATA A/R anticipata via fax-via e-mail

Presidente della Regione Veneto Luca Zaia

Palazzo Balbi – Dorsoduro 3901 30123 Venezia

Fax. 041 5242524

presidenza@regione.veneto.it

Presidente OMCeO Venezia Dott. Maurizio Scassola

Via Mestrina, 86 30172 MESTRE (VE)

Fax: 041989663

direzione@ordinemedicivenezia.it

Direttore Generale ULSS 6 Dott. Antonio Alessandri

via Rodolfi, 37 – 36100 Vicenza

Tel. 0444 – 753330

direzione.generale@ulssvicenza.it

Ministro PA Renato Brunetta

Corso Vittorio Emanuele II, 116. Roma

r.brunetta@governo.it

Ministro della Salute Ferruccio Fazio

Lungotevere Ripa, 1 -00153 – Roma segreteria.Fazio@sanita.it

Oggetto : Richiesta immediata LICENZIAMENTO DISCIPLINARE del “dott.” Domenico MATTIELLO

Con la presente intendiamo manifestarvi il nostro sdegno a quanto appreso dai media, di quale orrore si sia macchiato il Domenico Mattiello, ovviamente di questo crimine ne risponderà penalmente, tant’è che gli è stata applicata la custodia cautelare (a prova della sua colpevolezza vi sono le registrazioni delle micro-telecamere )

Intendiamo con la presente chiedervi di intervenire sin da subito con le leggi amministrative che non sono collegate con il procedimento penale, e pertanto non vi è ragione di attenderne la fine.

Il suddetto in questione nella fattispecie amministrativa ha violato il Contratto Nazionale in relazione,

appunto, ai procedimenti disciplinari,nonché il codice deontologico oltre che quelli di cpp.

E vi sono tutti i presupposti per un licenziamento disciplinare.

Tanto per citarne uno :

Art55-quarter e) “ …gravi condotte aggressive o moleste o minacciose o ingiuriose o

comunque lesive dell’onore e della dignità altrui”

Laddove siano stati già presi i provvedimenti , ne richiediamo copia così come previsto per gli effetti della legge n. 241/90, al fine di consentire una obiettiva valutazione della situazione contestata

A tal fine, si precisa che trattasi di atti ostensibili e non coperti dalla normativa posta a difesa della privacy,

per come prescritto dalla legge n. 15, del 4.3.2009.

decorso inutilmente il termine di giorni 30 dal ricevimento della presente, il silenzio sarà ritenuto come rifiuto, con presentazione di ricorso al competente Tribunale Amministrativo Regionale e con valutazione dei fatti per tutte le fattispecie conseguenti che potrebbero concretizzarsi sotto l’aspetto penale, amministrativo e contabile.

La presente equivale diffida con contestuale messa in mora per quanto sopra richiesto ed a tutti gli effetti di legge.

In attesa, si porgono distinti saluti.

Lì, 15 giugno ’11

Associazione I Nostri Angeli


FONTE


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Associazione Prometeo-contro la pedofilia e maltrattamenti

“Via il medico pediatra dal sindacato nazionale: sarà questo un segnale forte a favore
dell’infanzia violata”.
È quanto chiede a gran voce Massimiliano Frassi presidente dell’Associazione Prometeo onlus lotta alla pedofilia, da tempo molto attiva nel vicentino con la propria sezione locale, dopo i fatti che hanno portato all’arresto del medico pediatra Domenico Mattiello.
“L’appello che facciamo” ha dichiarato Frassi, “è rivolto al sindacato dei medici pediatri italiani FIMP, affinché prendano ufficialmente le distanze dal loro consigliere agli arresti dall’altro ieri”.
“Serve un segnale forte a favore dell’infanzia violata. È vero che siamo ancora distanti dal processo ma quanto dichiarato dalle forze dell’ordine non lascia trapelare alcun dubbio ed il sindacato medici pediatri deve prendere ufficialmente el distanze da tale soggetto, revocando immediatamente ed a tempo indeterminato qualsiasi tipo di rapporto abbia con lui”.
“È questo il secondo caso di un medico pedofilo che in pochi mesi seguiamo” ha concluso Frassi, “segno che oramai la pedofilia è un cancro che ha attanagliato ogni sfera sociale di questa malata società”
“Un plauso alle forze dell’ordine di Scienza invece che ancora una vota hanno dimostrato di operare con una professionalità che non sempre si riscontra in altre realtà”. Professionalità finalizzata a scoprire la verità e tutelare, nel bisogno, i bambini sempre più preda di insospettabili pedofili”.


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Associazione Prometeo-contro la pedofilia e maltrattamenti

Si chiama Domenico Mattiello e di professione è medico. Pediatra, per l’esattezza.
In particolar modo il medico 64enne si occupava di più asili nido (pubblici e privati) e scuole materne della città di Vicenza come consulente.
Dopo alcune segnalazioni da parte di genitori preoccupati (quelli che altrove vengono definiti “contagiati” o “ansiosi”), le forze dell’ordine hanno predisposto un sistema di controllo.
E nel momento stesso in cui agli uomini della questura sono apparse sui monitor, in diretta, le scene che vedevano il medico molestare i bambini, immediatamente sono corsi all’asilo (asilo nido Variolato di Bertesina) e l’hanno arrestato. In flagranza di reato.
Ora in attesa di interrogare l’uomo (che è in carcere) la domanda che ci si sta ponendo è:
in realtà quante sono le vittime e da quanto tempo agiva?

Nota: non è becero servilismo. Non serve a me e tantomeno a loro. Ma lasciatemi spendere due parole di plauso alle forze dell’ordine di Vicenza. In particolar modo alla Questura ed alla Procura che da tempo, con i fatti non con le parole, ha capito e dimostrato di aver capito, come si fanno le indagini su casi così delicati. Con un’unica ottica: appurare la verità e salvare i bambini. Semplicemente GRANDI!
Nota 2: a Bergamo da alcuni mesi è VERGOGNOSAMENTE ai domiciliari (nello stesso quartiere delle vittime) un medico di base che ha abusato di tanti bambini per anni. Domanda: come mai nessuno ne parla più ed è calato un VERGOGNOSO silenzio al riguardo? Come mai non si racconta di quello che aveva nel computer? Di come aveva catalogato le sue prede?

FONTE

mercoledì 15 giugno 2011

ARRESTATO DOMENICO MATTIELLO,"pediatra" ABUSAVA DEI PICCOLI PAZIENTI, VICENZA









19/06/20011

Anche l'Ulss sarà parte civile «Grave danno d'immagine»

LE REAZIONI. Annuncio del direttore Alessandri dopo la sospensione dei contratti col pediatra
L'équipe dei colleghi lo supplisce ed è già stata trovata la sostituta
Anche l'Ulss si costituirà parte civile nei confronti di Domenico Mattiello, il pediatra vicentino accusato di violenza su minori. Lo annuncia il direttore generale Antonio Alessandri: "Non è un dipendente diretto dell'Ulss, è un medico convenzionato, ma sentiamo il dovere morale e civile di farlo per il gravissimo danno di immagine che ha procurato all'azienda. Anche nei medici che hanno un rapporto di convenzione con l'Ulss si avverte lo spirito di appartenenza a un'arte sanitaria, c'è il senso di lavorare insieme per la sanità pubblica. Mattiello ha tradito questa etica, questo comune sentire. Lo facciamo anche a nome delle famiglie coinvolte in questa brutta storia, che vanno salvaguardate".
Intanto il direttore sanitario Eugenio Fantuz sta andando avanti su un altro versante: "Non possiamo licenziarlo perché non è un dipendente dell'Ulss, ma abbiamo aperto un procedimento disciplinare. Mattiello ha con l'Ulss due contratti di convenzione permanente. Noi lo abbiamo già sospeso al momento dell'arresto. Ora gli contesteremo le responsabilità addebitategli dagli inquirenti. L'atto finale potrà essere la risoluzione del rapporto". Il pediatra arrestato aveva in essere, infatti, ormai da molti anni due contratti di collaborazione con l'Ulss, il primo come medico specialista "sumaista", come appartenente cioè al Sumai, il sindacato unico di medicina ambulatoriale, in virtù del quale effettuava visite nelle scuole materne Cariolato e del Villaggio del Sole; e il secondo come pediatra di libera scelta, una convenzione quest'ultima che gli portava nell'agenda di cura 770 bambini. C'è, quindi, da pensare subito al dopo-Mattiello in chiave assistenziale. E l'Ulss non ha perso tempo. "Per le visite nelle scuole - dice Fantuz - abbiamo già raccolto la disponibilità del dottor Riccardo Salvadori. Per il lavoro di pediatra di base Mattiello operava in associazione con altri quattro medici, le dottoresse Cozza, Marchesini, Pizzio e il dottor Andrighetto, che per il momento lo sostituiscono. Abbiamo però già in mano il nome di un'altra dottoressa pronta a prendere il suo posto. Sotto quest'aspetto non abbiamo nessuna preoccupazione".
Fantuz conosceva Mattiello anche per il suo impegno sindacale con la Fimp, la Federazione italiana dei medici pediatri: "Sì lo avevo visto varie volte in quella veste. Davvero un uomo insospettabile. Appariva serissimo, professionale, combattivo. Un comportamento ineccepibile. Aveva molto a cuore i problemi della sua categoria. La sensazione è di uno sdoppiamento di personalità come se qualcosa lo abbia travolto, come se una componente irrazionale si sia impadronita di lui trascinandolo in questo baratro. Altre spiegazioni dinanzi a un fatto così sconvolgente non ce ne possono essere. Per l'Ulss, per la città, per i colleghi pediatri è una disperazione. A Vicenza non era accaduto mai nulla di simile. I nostri pediatri sono professionisti validissimi. In questi anni sono state fatte migliaia di visite. Nessuno avrebbe mai potuto pensare che sarebbe accaduta una cosa così sconcertante che indigna e offende tutti"
FONTE

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Pediatra arrestato a Vicenza
Un precedente 10 anni fa

Un gruppo i genitori di una scuola media di Cavazzale di Monticello Conte Otto (Vicenza) si rivolse allo studio legale per denunciare presunte anomalie


VICENZA - C’è un precedente di 10 anni fa, una segnalazione sulla morbosità delle visite mediche su alcuni ragazzi di scuola media, a complicare la situazione di Domenico Mattiello, il pediatra vicentino arrestato in flagranza di reato per violenza sessuale su minori. Un caso riportato alla luce dal vicesindaco e assessore all’istruzione di Vicenza, Alessandra Moretti, che come avvocato specializzato nei diritti dei minori si occupò nel 2002 di quella vicenda. Un gruppo i genitori di una scuola media di Cavazzale di Monticello Conte Otto (Vicenza) si rivolse allo studio legale per denunciare presunte anomalie durante le visite sui ragazzi effettuate nell’istituto da Mattiello. Ne seguì non una denuncia-querela, ma una segnalazione alla Procura.

Le autorità raccolsero alcune testimonianze e successivamente il procedimento fu archiviato. Le visite sui ragazzi, peraltro, pare venissero fatte alla presenza di un’operatrice sanitaria di supporto. Gli alunni, tuttavia, avevano segnalato ai genitori le «stranezze» nell’atteggiamento di quel medico. Moretti ha spiegato di non aver ricollegato immediatamente l’episodio all’inchiesta odierna che coinvolge Mattiello, non avendo lei mai conosciuto il pediatra. Sono stati quei genitori a contattarla in questi giorni, ricordandole che la vecchia segnalazione riguardava proprio le visite del dottor Domenico Mattiello. L’assessore ha deciso così di informarne il Procuratore di Vicenza, Paolo Pecori. «Non sta a me dire - ha aggiunto Moretti - se questa vicenda ha qualche rilevanza o se la mia informazione è di utilità o di interesse per indagini. Di certo ho ritenuto mio dovere darne notizia alle autorità competenti».

FONTE


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17/06/11

Il pediatra confessa gli abusi
all'asilo: «Mi scattava qualcosa»

IL CASO. Il medico arrestato dalla polizia è stato interrogato a lungo in carcere ieri mattina: «Sto vivendo un periodo difficile non so cosa mi sia successo». Sono state convalidate le manette. Il professionista resta al S. Pio X
Vicenza. Il pediatra ha confessato gli abusi all'asilo nido. Dopo 36 ore in una cella in isolamento al S. Pio X, il dottor Domenico Mattiello ha spiegato al giudice di voler rispondere alle domande. Affiancato dall'avv. Lino Roetta che lo difende, ha parlato per un'ora e mezza davanti al giudice Agatella Giuffrida. Se fra le ipotesi più probabili c'era quella che - non potendo incontrare il suo legale prima dell'interrogatorio - il professionista si avvalesse della facoltà di non rispondere per studiare una strategia difensiva, in realtà Mattiello ha voluto parlare. E lo ha fatto a lungo.
Da quanto è emerso - bocche cucite ieri a palazzo di Giustizia, anche il difensore ha preferito non parlare -, Mattiello, 64 anni, residente in città in borgo Casale, ha confessato le molestie sessuali sulla bambina di tre anni trovata mezza nuda nell'ambulatorio dell'asilo nido Cariolato di Bertesina quando la polizia ha fatto irruzione. I filmati, d'altronde, sarebbero inequivocabili, tanto che il procuratore Paolo Pecori, che coordina l'indagine del pubblico ministero Barbara De Munari, li aveva definiti «prove granitiche».
Il pediatra, con studio in viale della Pace, avrebbe fatto riferimento anche agli altri due episodi emersi in questa prima fase delle indagini. Si tratta delle presunte molestie avvenute sempre nello stanzino attrezzato ad ambulatorio a scuola, ai danni di una bimba di tre anni, avvenute il 24 maggio scorso; e di quello, di fine marzo, nel suo ambulatorio, con una bimba di 6 anni.
Perchè questo comportamento? Mattiello, che non si sarebbe scusato, non sarebbe riuscito a spiegarlo. «Non so che cosa mi è successo», è il senso del suo ragionamento. Il professionista, 30 anni di carriera alle spalle e una stima consolidata e riconosciuta, ha fatto riferimento a delle difficoltà che stava incontrando nell'ultimo periodo, che lo avrebbero indotto a comportamenti per lui inediti; e da codice penale.
Non è emerso se Mattiello abbia parlato anche di altri episodi. La difesa ha chiesto un'attenuazione della misura cautelare, ma il gip, accogliendo la richiesta del pm De Munari che ha parlato di pericolosità sociale, pericolo di inquinamento delle prove e possibilità di reiterazione, ha convalidato l'arresto e ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il giudice Giuffrida dovrà valutare la sospensione dell'attività professionale, già disposta comunque dall'Ordine dei medici che ha affidato i suoi 800 piccoli pazienti ad altri pediatri.
Se Mattiello sarà probabilmente interrogato nei giorni prossimi direttamente dal magistrato, proseguono le indagini della polizia per fare luce sui due episodi che avevano portato ad avviare l'inchiesta. E cioè sulle molestie del 24 maggio a scuola e di fine marzo, in ambulatorio. Nel primo una bimba raccontò che il medico la fece giocare «a cavalluccio» toccandole «la farfallina», nel secondo la piccola riferì ai genitori che «il dottore è matto» e che l'aveva «toccata là».
Non solo. I detective della Mobile, che in questi giorni stanno rispondendo alle centinaia di domande dei genitori dei pazienti e degli allievi delle scuole dove il pediatra esercitava l'attività (oltre al Cariolato, anche il nido del Villaggio del Sole e uno privato), devono anche approfondire gli altri presunti casi. In parte sono stati segnalati dalle famiglie, in maniera generica, in parte dalle educatrici degli istituti. E quindi devono esaminare il contenuto delle cassette - sovrascritte - sequestrate nella fotocamera del medico e in casa sua, assieme ai computer e ad altro materiale. Mattiello non avrebbe spiegato il motivo dei filmati, anche se secondo gli inquirenti l'ipotesi più plausibile è che volesse tenere traccia dei «giochi» con i bambini. Proprio questo termine il medico aveva usato in questura, martedì, quando era stato bloccato dai poliziotti del questore Angelo Sanna e del vicequestore Michele Marchese. «Non ho fatto alla bambina niente di male», ha detto

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VICENZA

Pediatra arrestato, il medico filmava
i bambini durante le visite

Domenico Mattiello, 64 anni, sospeso dall'Ordine professionali, riprendeva i piccoli con una telecamera. Il procuratore: «Le sue video riprese sono una prova granitica»

VICENZA - Non solo è stato sorpreso mentre molestava una bambina di tre anni durante la visita all'interno dell'asilo nido, ma con una fotocamera stava riprendendo tutta la scena. Sono particolari agghiaccianti quelli emersi durante la conferenza stampa della squadra mobile di Vicenza che ha arrestato in flagranza di reato il pediatra vicentino Domenico Mattiello, 64enne noto in tutta la città con studio in viale della Pace, ex consigliere regionale per il Veneto della Finmp (Federazione italiana nazionale medici pediatri). «Le sue video riprese sono una prova granitica» è arrivato a commentare il procuratore Pecori. Il suo ambulatorio in città è stato posto sotto sequestro e ora gli investigatori del vice questore Michele Marchese dovranno visionare il suo computer portatile e le decine di memory card che sono state recuperate a casa e nell'ambulatorio. Il medico, che a Vicenza segue ben 800 pazienti, al momento è stato sospeso dall'ordine dei medici. A far scattare le indagini della sezione minori della mobile di Vicenza sono stati proprio i sospetti di alcune maestre, che sono rimaste colpite dallo strano comportamento dei bambini reduci dalle visite periodiche che Mattiello faceva in alcuni asili nidi della città ogni due settimane.

Controlli in alcuni casi che si svolgevanosenza la presenza di una terza persona quando mancava l'assisteste sanitaria del medico. Racconti che hanno messo in allarme le educatrici che hanno segnalato tutto al Comune che poi si è rivolto alla Procura. Ma a gettare un'ombra ancora più preoccupante era stata un'altra segnalazione arrivata in questura dai genitori di una bambina che era stata visita nell'ambulatorio medico del pediatra e che tra quelle mura non voleva più tornarci. Per questo gli inquirenti hanno deciso di piazzare una telecamera all'interno della stanza dell'asilo nido Cariolato del quartiere di Bertesina dove il 64enne proprio questa settimana doveva sottoporre i piccoli ad alcune visite di controllo. Le immagini immortalate dall'intercettazione ambientale però non hanno lascito dubbi, tanto da indurre gli agenti a mollare di corsa le loro postazioni in questura per arrivare il prima possibile sul posto per fermare la violenze che stava per consumarsi. Mattiello al momento è in carcere e a breve sarà interrogato dal gip Agatella Giuffrida.

FONTE

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Vicenza, pediatra arrestato
L’accusa: violentava i bimbi

Domenico Mattiello, medico molto noto in città, in manette dopo un blitz all’asilo. L’uomo è stato filmato da alcune telecamere nascoste: stava molestando una bimba di tre anni durante una visita

Il pediatra Domenico Mattiello lascia in auto la questura di Vicenza diretto al carcere cittadino (Galofaro)

Il pediatra Domenico Mattiello lascia in auto la questura di Vicenza diretto al carcere cittadino (Galofaro)

VICENZA — Stava visitando una bimba di tre anni, in una stanza dell’asilo riadattata ad ambulatorio, quando gli uomini della squadra mobile di Vicenza hanno fatto irruzione, fermandolo con le manette ai polsi un attimo prima che potesse compiere il più terribile dei gesti: molestare la sua piccola paziente. Domenico Mattiello, pediatra noto in tutta la città con studio in viale della Pace, ex consigliere regionale per il Veneto della Finmp (Federazione italiana nazionale medici pediatri) e referente provinciale del sindacato di categoria, è stato arrestato in flagranza di reato con un’accusa gravissima: violenza sessuale aggravata su minore. Un incubo per Vicenza, una città sotto choc: oggi sono attese la conferenza stampa del procuratore reggente Paolo Pecori e del sindaco Achille Variati, che dovrebbero aiutare a far luce su una storia dai profili neri. Il medico 64enne era già da tempo sotto stretta sorveglianza. Alla normale attività di pediatra di base, infatti, Mattiello affiancava da anni quella di consulente in diversi asili vicentini, dove effettuava visite periodiche e controlli.

A far scattare le indagini della sezione minori della mobile di Vicenza sono stati proprio i sospetti di alcune maestre, colpite dallo strano comportamento dei bambini quando questi erano reduci dalle visite del dottor Mattiello. Stranezze inspiegabili, che hanno iniziato a preoccupare seriamente il personale degli asili nido comunali quando i piccoli, d’improvviso, hanno cominciato a rifiutarsi di andare a scuola. Il primo passo è stato un confronto tra maestre, educatori e genitori, dal quale però non è emerso alcun episodio che potesse essere ricollegato ai disagi dei bambini. Poi qualcuno ha iniziato a riannodare i fili: i bambini irrequieti, le visite in asilo, il dottor Mattiello. Quella paura che cresceva e cresceva, paralizzando i piccoli quando veniva detto loro che quel giorno all’asilo ci sarebbe stato il dottore, che avrebbero dovuto fare i bravi, che era soltanto una visita come tante, di routine, magari dopo che un compagno si era ammalato dei tanti malanni che colpiscono i bambini. I tremendi sospetti, le voci che passano da un genitore all’altro, gli episodi che si ripetono, i sospetti che si infittiscono, fino a quando il personale della scuola decide di compiere il passo più difficile, quello che segna uno spartiacque, e si rivolge alle forze dell’ordine. Le segnalazioni sono state ritenute attendibili dagli inquirenti guidati dal dirigente della mobile Michele Marchese, che hanno dato il via agli accertamenti, hanno iniziato a fiutare e scavare ed alzare il velo sulla verità.

Quando i dubbi di educatori e genitori hanno avuto i primi riscontri, mentre il pm Barbara De Munari studiava gli esposti finiti nel frattempo sul suo tavolo, gli investigatori hanno messomano alle telecamere nascoste e agli strumenti per le intercettazioni ambientali, la chiave di volta per stringere il cerchio attorno a Mattiello. Gli agenti della seconda sezione della mobile hanno installato occhi e orecchie elettronici nella stanza dell’asilo che il dottore utilizzava abitualmente per le sue visite ed hanno aspettato. La visita sulla piccola è iniziata normalmente, poi, piano piano, sono iniziate le molestie. Immagini come un pugno allo stomaco, impossibile aspettare ancora. Gli agenti hanno fatto irruzione ed hanno bloccato il pediatra cogliendolo in flagranza di reato mentre le telecamere avevano immortalato tutta la scena. La polizia ha condotto il medico in manette fuori da scuola davanti agli occhi attoniti delle maestre, sgomente e in fondo incredule che l’orco potesse essere davvero il medico, così noto e stimato in città. Dalle indagini sembra che le violenze non si ripetessero nell’ambulatorio privato del pediatra, perchè lì, a guardare, ci sono sempre i genitori. Nelle scuole invece il medico aveva la possibilità di restare da solo coi bimbi. Mattiello, assistito dall’avvocato Lino Roetta, verrà ascoltato a breve. La difesa chiederà probabilmente di visionare i filmati incriminati per rendersi conto se davvero le immagini che hanno fatto scattare il blitz della mobile siano così chiaramente accusatorie o se invece possa esserci stato un fraintendimento nei gesti compiuti dal professionista. Il medico, ascoltato dagli investigatori in questura, è rinchiuso da ieri sera nel carcere di San Pio X.

FONTE


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VICENZA, ABUSI SU UNA BIMBA:IN MANETTE PEDIATRA 64ENNE


VICENZA - L'accusa è quella di violenza sessuale per un pediatra di base di Vicenza. L'uomo, Domenico Mattiello di 64 anni, è stato arrestato in flagranza di reato dalla polizia di Vicenza per aver abusato dei suoi piccoli pazienti.


Un'inchiesta avviata solo alcune settimane fa, sulla base delle denunce presentate dalle mamme e dai papà di alcuni piccoli alunni degli asili cittadini. Il medico, oltre che nel suo studio professionale, lavorara infatti come consulente per alcune scuole materne, dove svolgeva visite periodiche e controlli sui piccini. Gli agenti seguivano le fasi di una visita su una bambina di 3 anni da una telecamera nascosta, autorizzata dal gip del Tribunale di Vicenza Stefano Furlani, quando ciò che hanno visto li ha costretti ad intervenire. Fino a quel momento gli uomini della squadra mobile vicentina erano stati particolarmente attenti a non anticipare nessuna mossa, vista la delicatezza del caso.

L'indagine, dopo le segnalazioni delle famiglie, era iniziata con la richiesta di una intercettazione ambientale: il posizionamento di una telecamera nascosta in uno dei luoghi dove il medico visitava i piccoli pazienti. Stamane però gli eventi sono precipitati. I poliziotti, vedendo cosa accadeva durante la visita ad una bimba, hanno deciso che non potevano più aspettare. Cosa abbiano visto attraverso quella telecamera è ovviamente coperto dal riserbo e dal segreto istruttorio. Sta di fatto che il professionista è stato arrestato in flagranza, con l'accusa di violenza sessuale su minore. Il pm Barbara De Munari, che coordina l'inchiesta, ha imposto il differimento dei colloqui in carcere anche per il difensore del pediatra, l'avv. Lino Roetta, che dovrà quindi attendere l'udienza di convalida dell'arresto per avere un contatto con il suo cliente. Nessun elemento in più dalla polizia. «Stiamo lavorando solo su quello che è accaduto oggi - spiega un investigatore - ma è chiaro che ora bisognerà cercare di ricostruire il passato, capire da quanto tempo stava accadendo».

FONTE

**************** AGGIORNAMENTO ***********************


IL CASO MATTIELLO

Tumore al cervello per il pediatra pedofilo
«Potrebbe essere la causa degli abusi»

Lo pensano i medici curanti. Depositata l’istanza di libertà per l’intervento a metà novembre. Il pediatra deve rispondere di violenza sessuale aggravata

VICENZA — Domenico Mattiello, il pediatra accusato di aver molestato sessualmente sei piccole pazienti, ha un tumore al cervello. I medici non escludono possa aver influito sul comportamento del pediatra: la collocazione del cancro potrebbe infatti aver alterato il comportamento del dottore e influenzato anche la libido. L’insorgenza della malattia risalirebbe ad un anno e mezzo fa in coincidenza con i casi di molestie. Un elemento che potrebbe essere utilizzato dalla difesa. Mercoledì l’avvocato Lino Roetta, che assiste il pediatra, ha depositato negli uffici del gip l’istanza per la sospensione della misura cautelare ( Mattiello è ai domiciliari) per consentire al dottore di sottoporsi all’intervento chirurgico in programma per metà novembre.

Se i comportamenti del medico fossero stati influenzati o addirittura scaturiti dall’alterazione del normale funzionamento del cervello, le sue azioni potrebbero essere considerate involontarie e incontrollabili. Situazione che potrebbe cambiare completamente la posizione giudiziaria del pediatra, arrestato a giugno mentre abusava di una bambina durante una visita ambulatoriale in un asilo di Vicenza. Era stato quindi portato in carcere con l’accusa di violenza sessuale aggravata dalla minore età delle pazienti e dal luogo (scuola e ambulatorio) dove erano avvenuti gli abusi. Sei casi di cui il pediatra deve rispondere. Il medico, il giorno in cui è stato fermato dagli uomini della Mobile di Vicenza, aveva acceso una telecamera per riprendere l’abuso. Per questo il pm Barbara De Munari aveva ordinato il sequestro di tutti i supporti informatici e videocamera in possesso del medico. Il pubblico ministero aveva affidato ad un consulente, Doraldo Santagiuliana, l’incarico di estrapolare tutti i file contenenti immagini.

Il perito ha trovato circa 250 file, corrispondenti a 50, 60 foto, non tutte a sfondo sessuale. Quanto accaduto aveva portato grande sconcerto in città, dove la famiglia è molto conosciuta, ma anche nell’ambiente medico dove il pediatra era conosciuto tanto che gli venivano affidati anche i casi più difficili dagli stessi colleghi. Tutti gli abusi di cui viene accusato però si collocano nell’arco temporale in cui è insorto e si è sviluppato il tumore. La famiglia inoltre, che non aveva mai notato atteggiamenti sessualmente deviati, aveva parlato, poco dopo l’arresto, di repentini e inspiegabili cambiamenti nell’atteggiamento dell’uomo.

Romina Varotto
27 ottobre 2011

FONTE


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Risarcimento per le vittime del pediatra pedofilo

Pediatra pedofilo, piccole vittime risarcite

fino a 300mila euro


Le famiglie si divideranno una cifra, calcolata tramite le tabelle ufficiali del tribunale, stimata fra i 250 e i 300 mila euro. "Il massimo che si poteva ottenere" ha commentato un legale

di Redazione 28/01/2012
Risarcimento per le vittime del pediatra pedofilo
Poco più di 42mila euro, al massimo, sono suffcienti a rimarginare la ferita di una molestia sessuale subita nell'infanzia? L'avvocato del pediatra vicentino Domenico Mattiello e i difensori delle sette bambine che sarebbero state oggetto sessuale delle 'attenzioni' del medico, hanno trovato un accordo risarcitorio, alla vigilia dell'udienza preliminare davanti al gip di Venezia.

Le famiglie si divideranno una cifra, calcolata tramite le tabelle ufficiali del tribunale, stimata fra i 250 e i 300 mila euro. "Il massimo che si poteva ottenere" ha commentato oggi un legale. In questo modo stamane a Venezia il dott. Mattiello e l'avvocato Lino Roetta hanno potuto affrontare l'udienza preliminare senza che le parti offese si costituissero parte civile
Risarcimento per le vittime del pediatra pedofilo
Era già depositata una richiesta di rito abbreviato allo stato degli atti con una perizia dei consulenti della difesa secondo la quale il pediatra avrebbe sviluppato una sessualità deviata a seguito dell'insorgere di un tumore al cervello. Una patologia scoperta dopo l'arresto, avvenuto il 14 giugno scorso, e che è stata curata con un delicato intervento di neurochirurgia. Il giudice oggi ha deciso di chiedere una propria perizia affidata al prof. Ivan Galliani, direttore dell'unità operativa di neurologia dell'ospedale di Ravenna. L'udienza è stata quindi rinviata al prossimo 15 febbraio per il conferimento dell'incarico

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